Aggiornamento ISTAT dell'affitto: quando si può e come si calcola

Con l'inflazione l'aggiornamento del canone pesa. Ecco quando è dovuto, in che misura, come calcolarlo e come chiederlo.

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L'aggiornamento ISTAT del canone è dovuto solo se è previsto nel contratto e se il proprietario non ha scelto la cedolare secca. Si calcola applicando la variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo (FOI) dell'anno, al 75% o al 100% secondo il contratto, e va chiesto all'inquilino per iscritto.

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Il calcolo

Nuovo canone = canone attuale × (1 + variazione FOI × percentuale prevista). Esempio: canone 800 €, variazione FOI annua 2%, aggiornamento al 75% → 800 × (1 + 0,02 × 0,75) = 812 € al mese.

Quando è dovuto

  • Se il contratto lo prevede: senza clausola non si può applicare.
  • Non con la cedolare secca: la rinuncia vale per tutta la durata dell'opzione.
  • Nei contratti concordati secondo quanto previsto dall'accordo territoriale.

Come chiederlo

Con una comunicazione scritta (raccomandata o PEC, o come previsto nel contratto) con il calcolo e la decorrenza. Se il contratto prevede l'aggiornamento automatico senza richiesta, conservane comunque una traccia scritta.

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