Cedolare secca sugli affitti: 21% o 10%, quando conviene

La cedolare secca sostituisce IRPEF e addizionali sul canone con un'aliquota fissa. Per molti proprietari è la scelta migliore, ma non sempre: ecco come capirlo.

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La cedolare secca è un'imposta fissa sul canone: 21% con il contratto libero, 10% con il canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa come Bolzano. Sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo sul contratto. In cambio rinunci all'aggiornamento ISTAT del canone. Conviene quasi sempre se la tua aliquota IRPEF marginale è dal 35% in su.

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Chi può sceglierla

  • Il proprietario persona fisica (non società), che non affitta nell'esercizio di un'attività d'impresa.
  • Per abitazioni e relative pertinenze (garage, cantina affittati insieme alla casa).
  • Si sceglie alla registrazione del contratto (modello RLI) o nelle annualità successive, e vale finché non la revochi.

Cosa sostituisce e cosa no

Con la cedolare non paghiResta da pagare
IRPEF e addizionali regionale e comunale sul canoneIMI (in Alto Adige al posto dell'IMU)
Imposta di registro annuale (2% del canone)Le tue spese di manutenzione straordinaria
Imposta di bollo sul contrattoLe imposte di registro su cessione o risoluzione già dovute prima dell'opzione

Il conto: cedolare o IRPEF?

Esempio: canone 9.600 € l'anno. Con l'IRPEF tassi il 95% del canone (9.120 €) alla tua aliquota marginale più le addizionali, e paghi con l'inquilino l'imposta di registro del 2% (192 € l'anno, metà a testa).

SituazioneImposte annue circa
Cedolare 21% (contratto libero)2.016 €
Cedolare 10% (canone concordato)960 €
IRPEF 23% + addizionali ~2%, + metà registrocirca 2.380 €
IRPEF 35% + addizionali ~2%, + metà registrocirca 3.470 €
IRPEF 43% + addizionali ~2%, + metà registrocirca 4.200 €

Conti indicativi: le addizionali dipendono dal comune e dalla regione, e con l'IRPEF potresti avere detrazioni da usare. Fai sempre il calcolo sul tuo 730 con il commercialista o il CAF.

Quando non conviene

  • Redditi bassi con aliquota IRPEF minima e detrazioni da sfruttare.
  • Contratti lunghi in periodi di inflazione alta, dove l'aggiornamento ISTAT pesa.
  • Quando l'inquilino è un'impresa: su questo caso la giurisprudenza è cambiata di recente, chiedi conferma al commercialista prima di scegliere.

La comunicazione all'inquilino

Prima di scegliere la cedolare devi comunicare all'inquilino con raccomandata che rinunci all'aggiornamento del canone per la durata dell'opzione. Se la clausola di rinuncia è già scritta nel contratto, la raccomandata non serve.

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