Affittare in nero: i rischi veri per il proprietario

Niente contratto o un contratto non registrato sembrano un risparmio. In pratica mettono l'inquilino in una posizione più forte della tua. Ecco perché.

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Affittare in nero espone il proprietario a sanzioni fiscali dal 120% al 240% delle imposte non pagate e lascia l'inquilino in una posizione di forza: un contratto di locazione non registrato è nullo, l'inquilino può chiedere di restituire quanto pagato oltre il canone dovuto e liberarlo quando non paga diventa più lento. Con la cedolare secca al 21% o al 10% il risparmio del nero spesso non vale il rischio.

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Cosa dice la legge

I contratti di locazione di abitazioni devono essere fatti per iscritto e registrati all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni. La legge 431/1998 stabilisce che i contratti senza forma scritta sono nulli, e la legge di stabilità 2016 ha stabilito che il contratto va registrato a cura del locatore. Un contratto non registrato è nullo.

Rischio 1: le sanzioni fiscali

Per i canoni non dichiarati si pagano le imposte evase più le sanzioni per infedele o omessa dichiarazione, calcolate in percentuale sulle imposte evase, più gli interessi. Per l'omessa registrazione c'è una sanzione separata. Basta un controllo, una lite o una segnalazione perché i conti arrivino tutti insieme.

Rischio 2: l'inquilino ha il coltello dalla parte del manico

  • Può chiedere al giudice di accertare il rapporto e ricondurre il canone a un importo non superiore a quello del canone concordato, con la restituzione della differenza già pagata.
  • Se smette di pagare, la strada per farlo uscire è più lunga e incerta di uno sfratto per morosità con contratto registrato.
  • Ti trovi a dover provare tu cosa vi eravate detti a voce: chi ha pagato, quanto, da quando.

Rischio 3: danni e assicurazione

Senza contratto e senza verbale di consegna è difficile dimostrare in che stato era la casa all'inizio. Molte polizze sulla casa e tutte le polizze sull'affitto presuppongono un contratto regolare.

Il "mezzo nero": canone più alto di quello scritto

Scrivere nel contratto un canone più basso e farsi dare il resto in contanti è nullo per la parte non scritta: l'inquilino può pretendere la restituzione delle somme pagate in più. È la forma di nero più rischiosa per il proprietario.

Quanto costa davvero essere in regola

Esempio: canone 800 € al mese, 9.600 € l'anno. Con la cedolare secca al 21% paghi 2.016 € e niente imposta di registro né bollo; con il canone concordato e la cedolare al 10% paghi 960 €. In cambio hai un contratto valido, lo sfratto per morosità se serve e la casa tutelata. Tutti i conti in tasse sull'affitto e cedolare secca.

Se hai già un affitto non registrato

Si può regolarizzare: registrazione tardiva con il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni tanto più quanto prima lo fai. Fallo con un commercialista o un CAF, prima che lo chieda l'inquilino o arrivi un controllo.

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